21/01/2009
La psicologia della conservazione alla tavola rotonda dell’Apat.

Per conservare le piante spontanee non basta proteggerle in natura e creare banche adatte a custodirne i semi. Occorre motivare le persone a cambiare i propri comportamenti verso il patrimonio naturale.
(ROMA, 1 DIC.) Una presentazione della Psicologia della Conservazione e del contributo che questo campo di ricerca e di intervento può offrire alla tutela della biodiversità e degli habitat è stata proposta alla Tavola Rotonda “La conservazione delle risorse genetiche delle specie spontanee” organizzato dall’APAT, l’Agenzia per la protezione dell’Ambiente e per i servizi tecnici, istituita dall’art. 38 del D.L.gvo n. 300 del 30.7.1999, con compiti di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo.
L’incontro, tenutosi il 1 dicembre presso la sala convegni dell’APAT, in via Curtatone, 7 a Roma è stato caratterizzato dalla presentazione di progetti di studio e di ricerca relativi alla conservazione della flora rara e/o minacciata di estinzione, attraverso la realizzazione di banche del germoplasma, luoghi adatti a custodire per lungo tempo semi, spore, tessuti, materiale genetico.
All’iniziativa hanno partecipato relatori provenienti da Università e Orti Botanici italiani e internazionali, tra cui Gianni Bedini, Presidente della Rete Italiana banche del germoplasma per le piante spontanee minacciate (RIBES), Francois Boillot del Conservatoires Botaniques National de Porquerolles, Donato Chiatante, Presidente della Società Botanica Italiana, Jonas Müller, dei celebri Kew Gardens londinesi, che ha presentato il Millennium Seed Bank Project, Cesar Gomez Campo, Professore emerito dell’Universidad Politécnica de Madrid, Carmen Pernicola, psicologa della conservazione.
12:46
Scritto da: fatamailinda
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| Tag: apat, piante, spontanee, genetiche, germoplasma, biodiversità, habitat | OKNOtizie |
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